DISTRIBUTED DESIGN FOR BIODIVERSITY

CIRCULAR AND DIGITAL FOOD PROCESSING

SMART AND CIRCULAR FOOD LOGISTICS

Distributed Design è un progetto finanziato dal Programma Creative Europe con l’obiettivo di implementare la rete globale dei Fab Lab, promuovendo e migliorando la connessione tra maker e designer con il mercato europeo.



Open Food Factory – Distributed Design per l’alimentazione plant-based è un’iniziativa ideata e sviluppata nel 2022-2023 da Polifactory all’interno di Distributed Design, interamente dedicata alla progettazione di soluzioni open-source per l’alimentazione plant-based con una particolare attenzione alla fermentazione e alla distillazione. Sedici designer, selezionati attraverso una Open Call for Ideas, hanno sviluppato tre progetti – i fermentatori Hacko e Breath e il distillatore Olea – lavorando come maker in residence nel makerspace, che li ha supportati nelle fasi di sperimentazione, progettazione e prototipazione.

PAROLE CHIAVE
Open Innovation, Product-Service System Design

ANNO
2024-2025

FINANZIATO DA
Commissione Europea

COORDINATORE
Institute of Advanced Architecture Catalunia
Polifactory – Dipartimento di Design, Politecnico di Milano

COLLABORATORI
Greeneye: Matteo Leonardi, Tommaso Odorizzi, Yusuf Emre Duran, Giorgia Forloni, Pietro Vanzella e Matteo Cappellari
HiveDock: Matteo Mojoli Giorgio Sbaraini, Lorenzo Silvestri, Valentino Stella, and Francesca Zeccara
Olea: Marta Marino, Paola Novelli, Giorgio Pagani, Marco Peroni, Bianca Reale e Riccardo Zerbi

GREENEYE

Greeneye è un sistema modulare e open-source composto da un drone e un rover, progettato per l’analisi avanzata dei campi agricoli. Il progetto è stato ideato e prototipato da Matteo Leonardi, Tommaso Odorizzi, Yusuf Emre Duran, Giorgia Forloni, Pietro Vanzella e Matteo Cappellari.

Il drone esegue rilievi aerei acquisendo immagini ad alta risoluzione per valutare lo stato di salute delle colture, mentre il rover funge da stazione mobile di ricarica e supporta sensori aggiuntivi per il monitoraggio a terra. Progettato per essere realizzato nei FabLab utilizzando componenti elettronici facilmente reperibili, Greeneye favorisce l’adozione di soluzioni di agricoltura di precisione avanzate a basso costo. Il sistema raccoglie dati essenziali per ottimizzare l’uso delle risorse, aumentare la produttività e ridurre l’impatto ambientale, offrendo uno strumento potente per agricoltori, ricercatori e comunità locali.

Combinando monitoraggio aereo e terrestre, Greeneye offre una soluzione flessibile e adattabile alle esigenze specifiche di ogni ambiente agricolo, garantendo un’analisi completa dei campi e supportando processi decisionali più accurati.
Progettato e prototipato da Matteo Leonardi, Tommaso Odorizzi, Yusuf Emre Duran, Giorgia Forloni, Pietro Vanzella e Matteo Cappellari, il progetto è stato sviluppato nel 2025 presso Polifactory nell’ambito dell’iniziativa Distributed Design for Urban & Agrifood Biodiversity promossa dalla piattaforma Distributed Design.

HIVEDOCK

HiveDock è un sistema modulare di stazioni di ricarica progettato per integrare veicoli unmanned (UV) in ambito agricolo, migliorandone efficienza e sostenibilità. Ideato da Matteo Mojoli e sviluppato in collaborazione con Giorgio Sbaraini, Lorenzo Silvestri, Valentino Stella e Francesca Zeccara, HiveDock permette a piattaforme terrestri (UGV) e aeree (UAV) di operare in modo autonomo, affrontando le sfide dell’agricoltura contemporanea.

Altamente personalizzabile e flessibile, il sistema è pensato per soddisfare le esigenze di aziende agricole e cooperative. Automatizzando i cicli operativi, ottimizzando le risorse, aumentando la resa e mappando la biodiversità locale, HiveDock contribuisce a promuovere un approccio più intelligente e sostenibile all’agricoltura.
Basato su due principi fondamentali — modularità e produzione distribuita — il sistema prevede stazioni di ricarica capaci di adattarsi a contesti agricoli diversi e frammentati.
Ogni stazione svolge tre funzioni principali: protezione del drone, supporto operativo e integrazione con altre piattaforme. Il comparto interno offre riparo e ricarica autonoma, gestendo in modo efficiente i cicli di alimentazione in ogni fase. Inoltre, le stazioni possono essere equipaggiate con sistemi secondari per la raccolta dati, il monitoraggio meteorologico, il miglioramento della precisione e altre funzionalità avanzate.

DEMETRO

Demetro è un dispositivo open-source per la riforestazione urbana, progettato per semplificare il tracciamento e il monitoraggio delle attività di piantumazione. Sviluppato da Marta Marino, Paola Novelli, Giorgio Pagani, Marco Peroni, Bianca Reale e Riccardo Zerbi, il progetto è stato creato per supportare iniziative come ForestaMi a Milano, ottimizzando la mappatura e la collocazione delle piante.

Nato originariamente da un esercizio di hacking basato su un semplice odometro, il progetto si è evoluto in uno strumento che combina componenti meccaniche con un sistema di navigazione digitale, replicabile attraverso l’uso di schede elettroniche open-source. Grazie all’integrazione di tag NFC e tecnologia GPS, consente l’identificazione delle specie e la verifica delle piantumazioni, migliorando la precisione complessiva del processo. Allo stesso tempo, offre a comuni e associazioni strumenti per monitorare la crescita delle piante e aggiornare i dati nel tempo.Il progetto promuove la collaborazione tra FabLab, enti locali e volontari, rendendo il processo di riforestazione più accessibile ed efficiente.Altamente personalizzabile e flessibile, il sistema è pensato per soddisfare le esigenze di aziende agricole e cooperative. Automatizzando i cicli operativi, ottimizzando le risorse, aumentando la resa e mappando la biodiversità locale, HiveDock contribuisce a promuovere un approccio più intelligente e sostenibile all’agricoltura.
Basato su due principi fondamentali — modularità e produzione distribuita — il sistema prevede stazioni di ricarica capaci di adattarsi a contesti agricoli diversi e frammentati.
Ogni stazione svolge tre funzioni principali: protezione del drone, supporto operativo e integrazione con altre piattaforme. Il comparto interno offre riparo e ricarica autonoma, gestendo in modo efficiente i cicli di alimentazione in ogni fase. Inoltre, le stazioni possono essere equipaggiate con sistemi secondari per la raccolta dati, il monitoraggio meteorologico, il miglioramento della precisione e altre funzionalità avanzate.

Photo credits: Polifactory